Eventi

Professor Friedrich-Wilhelm von Herrmann

Alle ore 5.00 del 2 agosto 2022 è mancato a Freiburg il Professor Friedrich-Wilhelm von Herrmann.
CCS-ASES lo ricorda, con rimpianto e affetto, grato per la sua preziosa collaborazione, iniziata con il Congresso “Heidegger nel pensiero di Severino” (Brescia, 13-15 giugno 2019).

Comunicato Ufficiale della Signora Veronika von Herrmann >>

Intervista del prof. Eugenio Parati

Intervista rilasciata a Rai 3 dal prof. Eugenio Parati, Presidente di Centro Casa Severino (CCS). E’stata trasmessa il 23 luglio su Rai 3, in replica il 27 agosto e il 10 settembre su Rai 1 radiofonico. Illustra le attività del Centro.

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E&C n. 6.

On line il nuovo numero di “Eternity & Contradiction. Journal of Fundamental Ontology”: E&C n. 6.

Il numero è diviso in due parti: la prima sviluppa alcuni degli spunti teoretici discussi in occasione del Congresso tenuto a Brescia nel 2019 (“Heidegger nel pensiero di Severino. Metafisica, Religione, Politica, Economia, Arte, Tecnica”). I saggi della seconda parte sono colpi di sonda sulla valenza logico-ontologica e fenomenologica della “struttura originaria del sapere”. Incomincia anche ad emergere che l’apparato concettuale indicato dagli scritti di Severino potrebbe segnare un cambiamento di paradigma nel panorama “scientifico” nel momento in cui le differenti discipline (qui vediamo il caso della biologia e della psicologia) dovessero prenderlo in considerazione.

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Discussioni intorno al senso della guerra – La cosa (il senso greco della cosa) madre di tutte le guerre

Da Domenica 19 giugno 2022 sul canale YouTube di Ases
https://youtube.com/channel/UCI-F7DR-Bx6AD7XWas742pA
la terza giornata del convegno “Discussioni intorno al senso della guerra – La cosa (il senso greco della cosa) madre di tutte le guerre”.

Locandina >>

Riflessioni intorno al senso della guerra – Polemos padre di tutte le cose

Da Venerdì 3 giugno 2022 sul canale YouTube di Ases
https://youtube.com/channel/UCI-F7DR-Bx6AD7XWas742pA
la registrazione completa della seconda giornata del convegno “Riflessioni intorno al senso della guerra – Polemos padre di tutte le cose”.

Locandina >>

IL FILOSOFO E LA FEDE

Nel nuovo libro di Leonardo Messinese Il filosofo e la fede. Il cristianesimo ‘moderno’ di Gustavo Bontadini (Vita e Pensiero), l’autore dedica alcuni capitoli alla celebre e lunga discussione che si svolse a partire dal 1964, anno della pubblicazione del Ritornare a Parmenide di Emanuele Severino, tra lo stesso Emanuele Severino e Gustavo Bontadini, suo maestro all’Università di Pavia, al quale Severino restò sempre affettivamente legato, al di là delle differenze di pensiero.

Il volume di Messinese sarà presentato nella sede dell’Università Cattolica di Milano il giorno 28 aprile 2022.

In allegato la locandina dell’evento, nella quale è contenuto il link per il collegamento on line.

POSSIBILITA’ e NECESSITA’ – Seminario Teoretico-Ermeneutico

UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI di VENEZIA
Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali

Aprile – Maggio 2022 (in presenza e da remoto)

In data 20 aprile 2022:
Leonardo Messinese (Pontificia Università Lateranense, Roma)
La “possibilità” in SEVERINO

(Aula Berengo- Ca’ Foscari)

locandina

La filosofia in dialogo – primo incontro

Si è svolto il primo dei quattro incontri La filosofia in dialogo, DISCUSSIONI INTORNO AL SENSO DELLA GUERRA, organizzati da Centro Casa Severino (CCS) e Associazione Studi Emanuele Severino (ASES).
Sul Corriere della Sera sono stati pubblicati due interventi del primo incontro del ciclo, visibile dal 12 aprile sul canale YouTube di Ases.
Corriere della Sera – martedì 12 aprile 2022 – Cosa Significa la parola GUERRA – articoli di Nicoletta Cusano e Silvano Tagliagambe.

(link)

DISCUSSIONI INTORNO AL SENSO DELLA GUERRA

Il primo di una rassegna di incontri nati dalla sinergia CCS (Centro Casa Severino) – ASES (Associazione Studi Emanuele Severino) da martedì 12 aprile 2022 sul canale youtube di ASES: https://youtube.com/channel/UCI-F7DR-Bx6AD7XWas742pA

Primo incontro: dal fenomeno al fondamento. Si prende avvio dalla guerra russo-ucraina, sentendo voce di ‘tecnici’, esperti, persone coinvolte direttamente e filosofi.

In allegato la locandina (LINK)

Master IAMI

IAMI (Intelligenza Artificiale, Mente, Impresa): è il master di II livello progettato da Nicoletta Cusano, direttrice scientifica di CCS (Centro Casa Severino), in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia, il CIMEC (Centro Interdipartimentale Mente Cervello) dell’Università di Trento, la clinica H. Valduce di Costa Masnaga (Lecco) e il Politecnico di Vienna.

Presentazione

Inviato Speciale del 05-02_2022 (dal min 32:15 al min 40:01)

Cyberfilosofi di Annachiara Sacchi – La lettura del Corriere della Sera del 05/12/2021

 

In ricordo di Enrico Berti

L’Associazione Studi Emanuele Severino e il Centro Casa Severino, con la rivista Filosofia Futura, ricordano la figura e l’opera di Enrico Berti, Filosofo, Professore, Accademico dei Lincei e Amico.

Cristianesimo e Emanuele Severino

In open access è stato pubblicato il volume:

“Cristianesimo e Emanuele Severino.
Quali possibilità di confronto? Approcci teologici e filosofici”
a cura di Andrea Toniolo e Ines Testoni
Padova University Press

link: https://www.padovauniversitypress.it/publications/9788869382819

Convegno “Sul fondamento della conoscenza”

Da martedì 30 novembre è visibile sulla piattaforma YouTube della casa editrice Morcelliana la registrazione completa del convegno “Sul fondamento della conoscenza“, organizzato in occasione della ripubblicazione del libro di Moritz Schlick, tradotto, commentato e curato da Emanuele Severino.

Link: https://youtu.be/QlrlbA1kCyk

Si invitano gli Studenti degli Atenei partner a inviare un contributo sul tema (massimo 25 mila battute spazi inclusi). I tre saggi che supereranno il vaglio della peer-review verranno pubblicati nella Rivista “La Filosofia Futura”.
I testi devono essere inviati a paolo.barbieri@lafilosofiafutura.it entro il 15 febbraio p.v.
Per informazioni tel. 335 1405459

CCS – Centro Casa Severino
ASES – Associazione di Studi Emanuele Severino

Convegno “Sul fondamento della conoscenza”

Da martedì 30 novembre 2021, alle ore 9:00, sul canale YouTube di Morcelliana, sarà possibile seguire i lavori del convegno Sul fondamento della conoscenza, organizzato a Brescia presso il CCS (Centro Casa Severino) in occasione della ripubblicazione dell’omonimo libro di Moritz Schlick, tradotto, introdotto e commentato da Emanuele Severino (Scholé Morcelliana 2021 – prima edizione 1963).

Le interviste ai Relatori saranno pubblicate nei giorni successivi nella sezione di Filosofia del portale raicultura.it/filosofia
In allegato la locandina.

Assemblea ASES

Il 13 novembre 2021 (alle ore 07, in prima convocazione) sarà indetta l’assemblea di ASES , relativa al bilancio preventivo 2022. L’assemblea si terrà in seconda convocazione il 13 novembre alle ore 10,30, ancora in modalità a distanza.

Sarà inviato in anticipo il login per il collegamento.

Pubblicato il nuovo numero di «Eternity and Contradiction» (5, 2021)

Il Congresso internazionale che si è tenuto a Brescia nel 2019 – “Heidegger nel pensiero di Severino. Metafisica, Religione, Politica, Economia, Arte, Tecnica” – ha gettato le premesse per un approfondimento degli studi severiniani e heideggeriani. I contributi teoretici della prima parte di «Eternity and Contradiction» (5, 2021) sono un primo passo nella direzione di questo approfondimento; nella seconda parte, Severino in dialogo con altri giganti del pensiero: Aristotele, Leopardi, Husserl, la prospettiva teologico-teoretica di Pierangelo Sequeri e il rapporto con il cristianesimo.
A cura di: Goggi
Scritti di: Bortoluzzi, Capitano, Chiurazzi, Cividati, Farotti, Messinese, Spanio, Testoni, Venier

link

Eternity & Contradiction

Vol. 3  No. 4   (2021)

In dialogo con Graham Priest sul tema della struttura originaria del sapere – si veda il n. 2 di Eternity and Contradiction –, Severino scriveva: “Alla contraddizione che compete al significato “nulla” (e all’aporia determinata dalla circostanza che il nulla è pensato e quindi, in qualche modo, esiste) sono dedicati, soprattutto, il capitolo IV di La struttura originaria [Adelphi, 1981] e Intorno al senso del nulla, Adelphi, 2013”. Alla discussione delle tesi contenute nel capitolo IV di La struttura originaria e in Intorno al senso del nulla si è quindi pensato di dedicare il n. 4 di Eternity and Contradiction, traducendo in inglese quasi interamente il primo e parti significative del secondo. I contributi presenti in questo fascicolo sono l’ideale prosecuzione del dialogo Severino-Priest e si concentrano proprio sulla aporia del nulla che già Platone indicava come la più grande delle aporie.

A cura di Goggi-Perelda

Scritti di: Costantini, Goggi, Perelda, Priest, Severino, Simionato, Spolaore, Voltolini

Link per la visualizzazione: https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/eandc/issue/view/251

Summer School

Ases è lieta di comunicare che dal 23 al 25 luglio 2021 si terrà, a distanza e in presenza (con sede a Brunico), la

SUMMER SCHOOL

COBOTS, NEURONI A SPECCHIO, L’IO E L’ALTRO

Ases collabora alla realizzazione dell’evento, di particolare rilievo anche filosofico.

In allegato la locandina.

Per ulteriori indicazioni si rimanda ai link
https://www.unibs.it/it/ateneo/comunicazione/tutti-gli-eventi/summer-school-co-bots-neuroni-specchio-lio-e-laltro

https://www.unibs.it/it/didattica/post-laurea/summer-school

Che spazio occupa oggi la filosofia?

La concezione dell’architettura in rapporto al senso dell’esistenza.

E’ appena uscita la nuova edizione del saggio Tecnica e architettura di Emanuele Severino (collana Piccola Biblioteca Mimesis)

link

Severino e il pensiero contemporaneo

nel nuovo saggio di Leonardo Messinese* Nel castello di Emanuele Severino, edizioni Inschibboleth

*ordinario di Storia della Filosofia Moderna nell’Università Lateranense di Roma

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Leopardi – Gentile – Severino

‘ASES*, Associazione Studi Emanuele Severino, ha il piacere di comunicare che sabato mattina 17 aprile 2021, dalle ore 11:00, sul suo canale youtube, verrà pubblicato il video “Leopardi – Gentile – Severino”. Intervengono: Paolo Barbieri, Luigi Capitano, Massimo Donà e Giulio Goggi.

L’incontro costituisce la prosecuzione dell’iniziativa di novembre “Leopardi nel pensiero di Severino” organizzato da ASES* con la collaborazione del Centro Teatrale Bresciano.

Link: https://youtu.be/YX_FnNRN0aE

Ricordo di Giorgio Brianese

Ricordo dell’amico Giorgio Brianese: filosofo, cofondatore di ASES, cofondatore della rivista Filosofia Futura e membro della sua redazione. Il suo ultimo contributo video, durante la presentazione dei numeri 14 e 15 della Rivista all’interno del Festival Mimesis (14.11.2020), è visibile sul canale Youtube dell’Associazione Studi Emanuele Severino.

Il dono del filosofo al neurologo

L’ultimo scritto di Emanuele Severino è la prefazione a un libro del professor Michelangelo Stanzani Maserati.

Il volume, Coscienza e significato, edito da Scholé/Morcelliana, è dedicato a Emanuele Severino.
Dal 19 marzo 2021 il video di presentazione, dove l’autore (neurologo presso l’Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna) dialoga con Nicoletta Cusano (Filosofia Futura, CRIAF) e con Eugenio Parati (direttore Neurologia dell’Ics Maugeri Irccs Milano), sarà visibile sul canale YouTube dell’Associazione Studi Emanuele Severino. Introduce Paolo Barbieri (Direttivo ASES).

(-> articolo su Corriere della Sera – 13 marzo 2021).

Emanuele Severino e “Il principio di non contraddizione”

Ad un anno di distanza dalla scomparsa di Emanuele Severino, l’editrice Morcelliana ristampa nella collana Classici del Pensiero di Scholé “Il principio di non contraddizione” (Quarto libro della Metafisica) di Aristotele, con la traduzione, l’introduzione e il commento di Severino.

Nel giorno del suo ricordo, Morcelliana e l’Associazione di Studi Emanuele Severino (ASES*) per presentare la nuova edizione del libro – sul quale hanno studiato generazioni di studenti liceali e universitari – hanno realizzato il video con gli interventi dei professori Luigi Vero Tarca e Nicoletta Cusano, entrambi allievi di Emanuele Severino. Introduce Paolo Barbieri.

Il video è reso pubblico sul canale Youtube della casa editrice.

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E&C – volume 2 . issue 3. Dec.2020

ETERNITY & CONTRADICTION (E&C)
JOURNAL OF FUNDAMENTAL ONTOLOGY
volume 2 . issue 3. Dec.2020.
(edited by Davide Spanio).

Note by Giulio Goggi.

La struttura originaria della verità è l’apparire dell’esser sé dell’essente che è negazione del suo essere l’altro da sé: identità con sé che è insieme opposizione all’altro da sé, dove l’apparire dell’identità-opposizione dell’essente in quanto essente è ciò la cui negazione è autonegazione (cosa che Severino ha fatto determinatamente vedere in Ritornare a Parmenide, par. 6). In tal senso, la legge dell’opposizione del positivo e del negativo (dove il negativo non è soltanto il “nulla”, ma tutto ciò che non è il positivo considerato) è il destino innegabile del pensiero. Il significato della relazione originaria e delle determinazioni che la costituiscono – il significato dell’ “esser sé”, della “negazione”, dell’ “opposizione”, del “positivo”, del “negativo”, ecc. –, e il tratto aureo della struttura originaria, ossia l’implicazione dell’eternità dell’essente, stanno al centro dei saggi che compongono questo terzo numero di «Eternity and Contradiction», dove autorevoli voci critiche sollevano interessanti obiezioni al destino.
Scritti di: M. Cardenas, L. Messinese, F. Saccardi, C. Scilironi, A. Stella, C. Testi, F. Totaro, M. Vasile, M. Visentin.

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Il Sentiero del Giorno 2. Su Rai Cultura omaggio a Emanuele Severino

Nel video la Direttrice della rivista di filosofia teoretica La Filosofia Futura, Nicoletta Cusano, presenta il numero 15, seconda parte de Il Sentiero del giorno (n. 14 della Rivista), interamente dedicato ad Emanuele Severino, commentando e approfondendo spunti di riflessione emersi dagli articoli dei contributori.

link

La metafisica nel pensiero contemporaneo

Pontificia Università Lateranense

Seminario di studio dell’area internazionale di ricerca “La metafisica nel pensiero contemporaneo“, in occasione della pubblicazione del fascicolo di Aquinas “Che cos’è metafisica“, 2019/ LXII / 1-2

Cosa arcana e stupenda: Leopardi nel pensiero di Emanuele Severino – registrazione evento

Sul sito di Rai Cultura la registrazione dell’evento “Leopardi nel pensiero di Emanuele Severino” (link), organizzato grazie alla collaborazione tra l’Associazione di Studi Emanuele Severino ( ASES) e il Centro Teatrale Bresciano (CTB), con il patrocinio del Comune di Brescia. Massimo Donà, Professore di filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e allievo di Severino, conclude l’evento con le sue riflessioni.

Leopardi nel pensiero di Emanuele Severino

Un evento dell’Associazione Studi Emanuele Severino e del Centro Teatrale Bresciano, con il patrocinio del Comune di Brescia.
Sarà trasmesso gratuitamente online sul canale youtube del CTB (Centro Teatrale Bresciano) sabato 28 novembre dalle ore 11,00 .

In allegato il Comunicato Stampa.

“Il Sentiero del Giorno” – Omaggio a Emanuele Severino

La presentazione del volume si è tenuta sabato 14 novembre 2020 alle ore 15 in diretta streaming aperta a tutti.
La registrazione dell’evento si trova nella sezione Pubblicazioni/Video di questo sito oppure al link: https://www.youtube.com/watch?v=D_aDNEqQoGE

Presentazione del volume “IL SENTIERO DEL GIORNO”

Emanuele Severino inaspettatoIl 14 novembre 2020, alle ore 15, in diretta streaming aperta a tutti, si terrà la presentazione dell’ultimo numero della Rivista semestrale “La Filosofia Futura” (Mimesis), fondata nel 2013 e presieduta, fino alla sua morte, da Emanuele Severino.

Il volume, intitolato “Il sentiero del giorno” e curato dalla direttrice della rivista, Nicoletta Cusano, sarà presentato all’interno del Festival Mimesis di Udine, “Immagine e storia”.

“Il sentiero del giorno”, interamente dedicato a Emanuele Severino, contiene un inedito dello stesso Severino, e rivela un Severino inconsueto, portato alla luce dal trasporto affettuoso verso un amico, alla biografia del quale lo scritto è destinato come prefazione.

Oltre ai contributi di Francesco Alfieri, l’amico a cui appunto lo scritto è dedicato, di Friedrich-Wilhelm von Herrmann e di Nicoletta Cusano, il volume ospita i contributi di:
Francesco Altea, Giuseppe Barzaghi, Enrico Berti, Massimiliano Cabella, Alessandro Carrera, Hervé Cavallera, Massimo Donà, Giulio Goggi, Eugenio Mazzarella, Leonardo Messinese, Federico Perelda, Carlo Scilironi, Luigi Vero Tarca, Ines Testoni, Mauro Visentin, Vincenzo Vitiello.
Nicoletta Cusano, nella sua Presentazione, ringrazia “Tutti, sentitamente, per avere aderito all’invito con grande sollecitudine e aver reso possibile la realizzazione di questo volume”.

Il Nobel 2020 per la Fisica assegnato a Roger Penrose

Roger Penrose e Emanuele Severino si sono confrontati sul tema Intelligenza artificiale vs. Intelligenza naturale il 12 maggio 2018 a Milano, davanti ad un folto pubblico di giovani, concentrando la loro riflessione sui fondamenti dell’AI , a partire dai concetti di coscienza, di consapevolezza e di verità.

Di seguito un estratto della replica di Emanuele Severino a Roger Penrose, dalla sbobinatura messa gentilmente a disposizione da Paolo Barbieri, direttore di QuiLibri e membro del Direttivo di ASES*.

Non è il caso che la filosofia metta le mani all’interno della scienza. La scienza sa fare molto bene ciò che intende fare, ma la filosofia può cercare di capire qual è il significato delle parole usate dal sapere scientifico.

Il prof. Penrose ha usato delle parole importanti in campo filosofico: soprattutto le parole coscienza, intelligenza, capire. E sulla differenza tra ciò che può fare un computer e ciò che può fare una coscienza ha detto cose estremamente interessanti. Ma il pensiero filosofico..…incomincia innanzitutto a rilevare che la scienza non può enunciare verità incontrovertibili. Ma questo non è la filosofia soltanto a dirlo: è la scienza stessa a riconoscere di essere un sapere ipotetico, deduttivo, probabilistico; ed è persino la scienza matematica a riconoscere questo. Quindi, certo, la filosofia non deve mettere le mani all’interno della scienza perché, come ora accennerò, la scienza, tirate le somme, mira non alla verità ma alla potenza sul mondo e la scelta tra due teorie diverse e concorrenti è da ultimo determinata dalla capacità dell’una piuttosto che dell’altra di trasformare il mondo. E’ la scienza stessa a riconoscere di non poter fare più ciò che Galileo credeva di poter fare, e cioè fare un sapere che nessuno – né dei né uomini – potrebbero smentire. La scienza mira ad avere potenza sul mondo, e neanche la matematica, anche se usata nel campo fisico, da ultimo, mira ad una verità assoluta. Prendiamo i principi della matematica di cui Gödel si è servito quando ha costruito i suoi teoremi, tra cui anche il teorema di cui ha parlato il professor Penrose. Anche i principi di matematica su cui Gödel riflette incominciano da postulati. Postulare significa: io ti chiedo di concedermi qualcosa da cui, secondo certe regole, dovrà discendere qualche cosa d’altro. Anche queste regole però non credo possano vantare di essere regole incontrovertibili, cioè sono esse stesse delle convenzioni, cioè si conviene che data una proposizione debba seguire un’altra proposizione secondo una regola, ma che la regola sia incontrovertibile non è neppure questo qualche cosa di incontrovertibile.

Una seconda osservazione a proposito di ciò che ha affermato Penrose, ma che si può estendere a tutto il campo del sapere scientifico, è che quando la scienza parla di coscienza, di intelligenza, di comprensione si riferisce ad oggetti particolari, a cose particolari: il capire questo, il capire quest’altro, il compiere questa operazione, il compiere quest’altra. Ma quando noi diciamo dimensioni particolari, cioè la coscienza intesa come cosa particolare, la coscienza da dove è attinta? La notizia della coscienza da dove è attinta? Da dove attingono le scienze psicologiche, neurologiche, fisiche? Da dove attingono la notizia dell’esistenza di coscienza, di operazione cosciente, di fatto psichico? La attingono da una dimensione alla quale la scienza in genere non presta attenzione. E se vogliamo dire qual è questa dimensione dobbiamo dire che è la manifestazione del mondo. Non c’è un passo che la scienza possa compiere che non muova dalla manifestazione del mondo, che non è una cosa tra le cose perché la manifestazione del mondo include anche le cose passate, le cose future. Quando parliamo per esempio di teoria evoluzionistica, l’evoluzione della coscienza è un qualche cosa che sta all’interno di quella più ampia coscienza all’interno della quale emerge qualcosa come evoluzione della mente, evoluzione dell’uomo. Quindi quando si parla di produzione della coscienza bisogna avere l’avvertenza di rilevare che si intende la produzione o la producibilità di un oggetto particolare, perché la manifestazione del mondo, nella sua totalità, non può essere oggetto di produzione, se non altro per questo motivo: perché il produttore, se dovesse aver a produrre la totalità della manifestazione del mondo, sarebbe al di fuori della manifestazione del mondo, e quindi sarebbe un qualche cosa di ignoto.

Una terza osservazione a proposito del tema proposto dagli organizzatori sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza naturale. Si può riprodurre l’intelligenza, ma quando si va a considerare che cosa l’intelligenza sia, bisogna fare i conti con ciò che il pensiero filosofico ha detto. E’ vero che per la fisica, e per le scienza in genere, che esista un mondo indipendente dall’intelligenza è qualche cosa di acquisito, ma non ci si deve dimenticare che questo mondo, che esisterebbe al di là dell’intelligenza, è da capo qualche cosa che stiamo comprendendo e quindi non è qualche cosa che sia al di là di quella comprensione che prima ho chiamato manifestazione del mondo. E non si deve dimenticare che, rispetto a questa concezione di un mondo che esiste indipendentemente dalla coscienza, il pensiero moderno ha rilevato che questo mondo non è quel mondo che esiste al di là della coscienza, perché questo mondo è il mondo consaputo e in quanto consaputo è il contenuto della coscienza e che non può essere al di là della coscienza. ….. Anche il prof. Penrose mi pare abbia usato l’espressione costruire la coscienza o produrre la coscienza e comunque è in questione la possibilità della produzione della coscienza. Qui il termine che viene dato come fuori discussione, ma che invece è determinate, è il termine produzione. Sappiamo bene che tutte le scienze, non solo della natura ma anche le scienze storiche, usano questo termine senza preoccuparsi di vedere l’abisso che sotto questo termine si cela: produrre. ……Ricordo … la definizione che Platone dà della produzione, perché è la definizione che resta definitivamente alla base di tutto ciò che l’Occidente ha pensato, ha compiuto, ha realizzato in campo scientifico e in campo non scientifico. Quando adesso citerò questa definizione platonica di produzione, probabilmente molti di loro diranno “ma sappiamo cose di queste genere”, ma le sappiamo perché sono divenute ciò di cui ormai la nostra civiltà è convinta che sia l’evidenza indiscutibile …. è diventata senso comune e quindi se c’è qualcuno, come il sottoscritto, che invita a riflettere su quello che sappiamo, tutti ci meravigliamo e diciamo: non perdiamo tempo con queste cose, andiamo piuttosto nel dettaglio del sapere scientifico! Ebbene, cosa dice Platone della produzione? La chiama poiesis. Mi riferisco ad un passo del Convivio… Dice Platone: produzione è ogni causa che faccia passare una qualsiasi cosa dal non essere all’essere. Allora, non esiste in Occidente, in campo scientifico e in campo non scientifico, alcun luogo in cui questa affermazione, che viene considerata ormai una banalità, non sussiste. E’ il piedestallo di tutto ciò che pensiamo e facciamo ma è anche il piedestallo della produzione, quindi anche quando si vuole parlare di produzione della coscienza non si può scantonare per evitare di considerare il significato della produzione poiesis: la produzione è la causa che fa passare dal non essere all’essere. E in questo passo del Convivio Platone prosegue dicendo che tutte le azioni che vengono compiute nelle tecniche sono produzioni, e sono produttori anche i demiurghoi, coloro che producono nei diversi campi. Quindi qui è introdotto il concetto di tecnica in connessione al concetto di produzione. Tutti siamo coscienti della inutilità di parlare di concetti così elementari, che riteniamo assolutamente evidenti, e tutti siamo convinti di questo soprattutto dopo aver sentito i dettagli così interessanti come quelli illustrati dal prof. Penrose. Però vorrei rilevare– e qui ci avviciniamo al centro del mio discorso – che quello che tutti riteniamo, e che anche la scienza ritiene, l’evidenza suprema, cioè la poiesis, il far passare dal non essere all’essere, questo che tutti riteniamo l’evidenza suprema non è un contenuto osservabile. Ma come, non si può osservare? Il passare dal non essere all’essere è un’ovvietà, nasciamo e poi moriamo, spostiamo gli oggetti e tu ci vieni a dire che non è osservabile? Ciò ha delle implicazioni notevoli perché ogni tipo di produzione e quindi anche l’eventuale produzione della coscienza non è qualche cosa di osservabile. Indico molto rapidamente la motivazione di questa affermazione. Passare dal non essere all’essere o dall’essere al non essere. Faccio un esempio: la città di Hiroshima è stata distrutta, quando è distrutta non appare più così come appariva prima di essere distrutta, non è più osservabile, la si può ricordare ma non è più osservabile così come era osservabile quando ancora non era distrutta. E prima di essere distrutta era osservabile. Quindi la distruzione, per chi crede che la distruzione sia il passaggio dell’attività dall’essere al non essere, deve essere insieme il non appartenere più alla manifestazione del mondo. Si tratterebbe di riprendere questo concetto, e cioè: se si crede che qualche cosa era nulla, incomincia a essere e poi diventa nulla, questa osservazione è una teoria e non un’osservazione. Come esempio possiamo dire che noi vediamo il sole nella volta del cielo e poi non lo vediamo più al tramonto e non lo vedevamo ancora prima che spuntasse all’alba. Allora ha senso credere che la volta del cielo, cioè l’osservabile, ci mostri che cosa ne sia, quale sorte abbia il sole prima di essere sorto e dopo essere tramontato? No. La volta del cielo non mostra la sorte del sole quando non è ancora dentro la volta e quando non è più.

Ancora una osservazione. Ho trovato molto interessante il richiamo del prof. Penrose a Gödel. Ci sono delle verità – dice Gödel – che non sono dimostrabili ma sono vere e queste sono delle verità che, mi pare di ricordare dai testi dello stesso Gödel, erano chiamate verità intuitive. Ma, anche in questo caso, che cosa significa verità? E’ chiaro che la logica e la matematica usano le parole verità e non verità, ma usano delle parole che meritano innanzitutto di venire sondate nel loro significato. Verità è per esempio la manifestazione del mondo di cui parlavo prima. E noi siamo convinti di essere qui alla Cariplo, a Milano, in Italia, con il prof. Penrose. Ma questa convinzione – che è un’intuizione, la manifestazione del mondo – questa intuizione perché non può essere negata? Chi la nega (anch’io personalmente sono convinto di esser qui, a Milano, alla Cariplo ..) chi la nega viene considerato pazzo, però il mettere in manicomio qualcuno non vuol dire che costui sia nel non verità, vuol dire avere la capacità, la forza che prevale sul modo di esprimersi di costui che viene qualificato come pazzo. Cioè quello che per Gödel è una verità non dimostrabile è – per usare una parola che ha usato il prof. Penrose – una fede, ma qui uso la parola fede in un senso più ampio e, se permettono, più radicale. Perché se teniamo presente quanto dicevamo prima a proposito dell’impossibilità che la scienza esprima verità incontrovertibili, allora dobbiamo dire, in questo senso ampio, che la scienza è una forma potente di fede, capace più della fede religiosa di trasformare il mondo ….. Perché l’uomo tratta la poiesis come qualcosa di evidente? Rispondo e chiudo: perché l’uomo vuol vivere. Dicevo prima che la definizione platonica di poiesis che tutti riteniamo evidenza non è osservabile. Ma perché il non osservabile viene tenuto così tenacemente fermo nelle nostre convinzioni? Perché se non credessimo nella nostra capacità di produrre e distruggere, di far passare dall’essere al non essere, e viceversa, non vivremmo. Ma noi vogliamo vivere. E allora lascio trasparire solo questa possibilità: siamo sicuri noi uomini di essere soltanto volontà di vivere e che non vi sia in noi qualcosa di radicalmente più decisivo che non la vita? Qualche cosa di più essenziale che non la vita che noi vogliamo per dominare il mondo? Per dominare il mondo bisogna saperlo trasformare, quindi bisogna avere fede nella sua trasformabilità. Ma siamo sicuri di essere semplicemente vita o vita intelligente, siamo sicuri che alle spalle di ciò che noi crediamo di essere non vi sia qualche cosa di essenzialmente più decisivo?

Summer School Online – Intelligenza artificiale Cervello Mente – 29-30-31 luglio 2020

Intelligenza artificiale cervello menteIl neonato C.R.I.F. (Centro di Ricerca di Filosofia, istituito dall’Ente UPAD di Bolzano) con l’Istituto Neurologico Fondazione Carlo Besta di Milano, il Centro Interdipartimentale Mente e Cervello (C.I.M.e.C.) dell’Università di Trento e il Dipartimento di Filosofia e Beni culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia stanno promuovendo un progetto di ricerca biennale rivolto al tema Intelligenza artificiale e coscienza. All’interno della prima fase di questo progetto viene organizzata una Summer School online (incontri a fine luglio 2020) dedicata alla relazione tra Intelligenza artificiale, cervello e mente.

“La Summer School – spiega Nicoletta Cusano responsabile del CRIF e direttrice della Rivista La Filosofia Futura, di cui Emanuele Severino è stato Presidente – ha l’obiettivo di affrontare alcune questioni fondamentali, partendo dagli aspetti tecnico-scientifici più elementari e basilari, per mettere a confronto esperti di intelligenza artificiale, neuroscienziati e filosofi. In questo percorso di ricerca ogni disciplina ha il proprio obiettivo. La filosofia, soprattutto in questa prima fase, dovrebbe innanzitutto ascoltare quanto il sapere tecnico-scientifico sostiene, da un lato per proporre collegamenti interdisciplinari e stabilire un dialogo tra scienziati che risulta per lo più assente, dall’altro per cercare di ricondurre le questioni emergenti alle loro radici categoriali ( “pensiero”, “coscienza”, “vita-morte”, “esistenza dell’Altro”). Ciò asseconda uno dei fini costitutivi di CRIF, che consiste nel cercare di promuovere il filosofare nel suo senso più alto e profondo, all’insegna di quel rigore e di quella radicalità di cui Emanuele Severino è stato un maestro insuperabile, aprendosi al dialogo con gli altri saperi. Come la filosofia non può che fare e, anche in questo caso, come lo stesso Severino ha magistralmente fatto. A tale proposito la Rivista La Filosofia Futura, in continuità con l’apertura al dialogo con la scienza che sempre abbiamo promosso con Emanuele Severino, ospiterà nel prossimo numero (dicembre 2020) una raccolta di contributi della Summer School e del Convegno che si terrà in autunno all’interno del Progetto. Il numero di Filosofia Futura di imminente uscita, intitolato il Sentiero del Giorno, sarà invece dedicato interamente a Emanuele Severino e conterrà contributi di Colleghi, Allievi, Amici che più strettamente hanno interagito con Lui”.

Associazione di Studi Emanuele Severino (ASES*) – assemblea soci

L’Assemblea dei Soci ASES* è fissata in prima convocazione venerdì 19 giugno alle ore 7:00 e in seconda convocazione SABATO 20 GIUGNO ALLE ORE 11:00, con il seguente

ORDINE DEL GIORNO:
– Approvazione Bilancio consuntivo 2019
– Comunicazioni e varie ed eventuali.

A causa dell’emergenza Covid-19 l’assemblea ASES*si terrà in remoto tramite collegamento Skype. Il giorno prima sarà inviato a tutti i soci il link per il collegamento.

Trigesimo in ricordo del Professor Emanuele Severino

Martedì 18 febbraio 2020, ore 16.30

Palazzo della Loggia, piazza Loggia 1 – Brescia

Partecipano

Emilio Del Bono, Sindaco di Brescia
Ines Testoni, Presidente di Ases
Anna Severino, Vicepresidente di Ases

Testimonianze

Franco Anelli, Rettore dell’Università Cattolica di Milano
Gian Mario Bandera, Direttore del Centro Teatrale Bresciano
Ilario Bertoletti, Direttore di Editrice Morcelliana
Roberto Calasso, Direttore della Casa Editrice Adelphi
Paolo Corsini, Senatore, Storico
Giulio Goggi, Vicepresidente Ases
Michele Lenoci, Professore dell’Università Cattolica
Maurizio Tira, Rettore dell’Università Statale di Brescia

Festival “Filosofi lungo l’Oglio” – Caravaggio

Emanuele Severino partecipa alla quattordicesima edizione del festival “Filosofi lungo l’Oglio” . Monastero di San Bernardino, Caravaggio, giovedì 20 giugno 2019

 

Congresso Internazionale – Brescia 13-15 giugno 2019

HEIDEGGER NEL PENSIERO DI SEVERINO

Metafisica, Religione, Politica, Economia, Arte, Tecnica

Brescia 13-15 giugno 2019

Il secondo congresso internazionale dell’ASES, in occasione delle celebrazioni del novantesimo compleanno di Emanuele Severino, vuole mettere in evidenza la centralità del suo pensiero rispetto ai temi più grandi e cogenti della filosofia.

La scelta del titolo parte dal riconoscimento dell’importanza di Martin Heidegger per la storia del Novecento, rispetto alla consapevolezza della crisi della conoscenza che è derivata dal declino della metafisica. Quando, nel 1937, il filosofo tenne un corso dal titolo “Domande fondamentali della filosofia: selezioni di problemi della logica”, ove veniva sviluppato quanto elaborato a partire dalla domanda fondamentale Che cosa è la metafisica? (1929), nel tentativo di fondare la “metafisica” quale comprensione dell’ente sull’ “ontologia” quale comprensione dell’essere, la sua riflessione volgeva alla ricerca di una soluzione al progetto in cui si era incagliato Essere e tempo (1927), ovvero al non senso in cui rischiava di versare tragicamente l’essere per la morte. In quel momento storico, ove la scienza e la tecnica cominciavano a dominare l’orizzonte intero del sapere a causa della perdita di ogni potere euristico della religione dopo la morte di Dio decretata da Nietzsche, l’assunzione del rapporto tra pensiero e realtà in riferimento alla questione kantiana, già peraltro annunciata in Kant e il problema della metafisica (1929) era destinato a divenire tanto cruciale quanto senza risposta. È forse a causa di questa sostanziale mancanza di soluzione ai problemi posti che Heidegger viene considerato come il pensatore che più sistematicamente ha declinato la filosofia come modalità interrogativa del pensiero, là dove la filosofia del Novecento ha cercato di amplificare questa forma di ragionamento, oppure le si è opposta ripristinando atteggiamenti tanto kantiani quanto pragmatico-convenzionali.

Emanuele Severino previde le sembianze di siffatta lacerante deriva fin dall’inizio della sua riflessione, allorquando scrisse la sua tesi di laurea su Heidegger e la metafisica, cominciando proprio con quest’opera a indicare il contesto in cui la problematicità heideggeriana poteva non restare in sospeso. In questo libro, scritto tra il 1948 e il 1949, Severino vedeva nel pensiero di Heidegger, opportunamente interpretato, una forma di problematicismo “situazionale”, dove la posizione del problema (l’esperienza del divenire inteso come passaggio dal non essere all’essere e viceversa) non esclude la Soluzione (l’affermazione dell’esistenza dell’Immutabile come ciò che rende intelligibile il divenire), sfociando così nell’apertura alla metafisica classica. In seguito, gli scritti di Severino hanno rilevato l’appartenenza di quella Soluzione al nichilismo e cioè all’alienazione fondamentale dell’Occidente. Ed è pure emersa un’ulteriore complicazione del pensiero di Heidegger: il suo oscillare tra il versante del problematicismo “situazionale” e quello del problematicismo “trascendentale” che avvicina il filosofo di Messkirch alle posizioni più avanzate del pensiero contemporaneo (Leopardi, Nietzsche, Gentile) e cioè alle forme più coerenti del nichilismo che affermano l’inesistenza di ogni immutabile. Dal confronto serrato con Heidegger ha preso forma il concetto di apparire fino a quell’elemento essenziale della struttura della verità che costituisce l’immediatezza fenomenologica, imprescindibile dall’immediatezza logica a cui il pensiero è originariamente ancorato. Ma il linguaggio che testimonia la verità dell’essere avrebbe portato nella lontananza più estrema rispetto all’anima del pensiero occidentale, indicando quella “struttura originaria” dell’essere – il “destino” del pensiero – che implica l’eternità dell’essente in quanto essente. Se possiamo certamente asserire che Heidegger è il filosofo delle grandi domande, è altrettanto sicuro che Severino è colui che offre l’orizzonte entro cui esse possono essere affrontate e comprese, per trovare una risposta risolutoria all’interno del linguaggio che toglie l’errore, come testimonianza dell’essere e del suo apparire attraverso la sintassi della necessità.

Le conseguenze di tale risoluzione però non sono ancora state riconosciute, perché ancora la riflessione filosofica non si è cimentata in tale compito, tanto arduo quanto entusiasmante. Riuscire a rilevare analiticamente come il dialogo tra i due pensatori sia cruciale per l’intera storia del pensiero è il compito arduo e rilevante che il congresso assume come obiettivo.

 

SPUNTI PER UNA DISCUSSIONE

di Emanuele Severino

«Che ci siano delle ‘verità eterne’ potrà essere concesso come dimostrato solo se sarà stata fornita la prova che l’Esserci [Dasein] era, è e sarà per tutta l’eternità. Fin che questa prova non sarà stata fornita, continueremo a muoverci nel campo delle fantasticherie» (Heidegger, Essere e tempo, § 44, c, trad. it. di Pietro Chiodi). E per Heidegger questa prova manca, anche per tutti gli enti del mondo diversi dall’Esserci.

Ciò che nei miei scritti è chiamato “la struttura originaria del destino” implica con necessità l’eternità dell’ente in quanto ente, ossia di ogni ente (dove l’eternità è l’impossibilità che un qualsiasi ente che è sia stato nulla e torni a esser nulla).

L’“essere” di Heidegger è “nulla dell’ente”, ossia non è nihil absolutum. Ma per lui nemmeno l’ente, quando è, è nihil absolutum. Ciò significa che l’“essere” e l’ente hanno in comune il non essere un nihil absolutum e che quindi l’“essere” non può essere il “nulla dell’ente”. Questa dimensione comune include entrambi i termini della “differenza ontologica” (“essere”, ente) e non viene esplorata da Heidegger. È la dimensione dell’essente in quanto essente – che non è nemmeno la dimensione dell’ente in quanto ente aristotelico, ossia dell’ente che è quando è. La struttura originaria del destino è l’apparire dell’esser sé dell’essente, ossia di ciò la cui negazione è autonegazione.

L’“essere” di Heidegger è svelamento e insieme velamento, nascondimento. Che lo svelamento sia nascondimento non può significare per Heidegger che ciò che rimane nascosto sia nulla, ma che, pur nascosto, esiste. Ma questa esistenza non può essere un contenuto fenomenologico – e nei testi di Heidegger è assente la prova che ciò che è nascosto esiste: essi presuppongono soltanto la tesi che se qualcosa si manifesta deve esistere tutto ciò che non appartiene al contenuto manifesto.

Si presenti come la libertà dell’Esserci affermata in Essere e tempo, o come libertà dell’“essere”, affermata dopo la “svolta”, nemmeno la libertà – va osservato – può essere un contenuto fenomenologico. In base a che cosa è affermata da Heidegger? Nell’intervista allo Spiegel, parlando del Dio che ci può salvare e aggiungendo che ciò può anche non avvenire, sembra che alluda alla libertà dell’“essere”.

Ciò da cui solo un Dio ci può salvare è l’annientamento o la tecnica? È tutti e due. Comunque la salvezza viene dalla dimensione ontica, sia pure diversa da quella metafisicamente intesa; e in questo senso resta confermato il progetto iniziale di Essere e tempo che sospende il giudizio sulla configurazione della dimensione ontica (esistenza di Dio, immortalità dell’anima, ecc.).

Per Heidegger la “filosofia” finisce nella tecnica, vi ha compimento e non può più modificare il mondo e dare salvezza o perdizione: ormai è la tecnica a padroneggiare tutte le cose. Sennonché la tecnica domina perché le forze che si illudono di servirsene rinunciano ai loro valori; e la rinuncia è effettiva quando ciò che nei miei scritti è chiamato “il sottosuolo filosofico del nostro tempo” mostra che quei valori non sono verità assolute, perché la verità assoluta è morta. La “filosofia” (che è l’essenza dell’Occidente) modifica il mondo a tal punto da determinare la dominazione “di diritto” della tecnica.

Conferimento MEDAGLIA Collegio Borromeo 31 Maggio 2019

Il pensiero filosofico di EMANUELE SEVERINO – Massimo CACCIARI

Almo Collegio Borromeo
Piazza Collegio Borromeo, 9

SALA DEGLI AFFRESCHI
venerdì 31 maggio 2019

Orestea del 2 marzo 2019

Per i festeggiamenti in onore dei 90 anni di Emanuele Severino l’Associazione di Studi Emanuele Severino e il Centro Teatrale Bresciano hanno organizzato il 2 marzo 2019, al Teatro Sociale di Brescia, una mattinata dedicata al filosofo bresciano, pensatore e intellettuale tra i più rilevanti del panorama italiano ed europeo: Orestea / Al centro del vortice – di Francesco Iannello

Intelligenza artificiale VS intelligenza naturale – 12 maggio 2018

Relatori: Roger Penrose, Emanuele Severino

Mente e computer, coscienza umana e inteligenza artificiale: realtà comparabili o incommensurabili? Dalla risposta a queste domande dipende gran parte della nostra visione del futuro.

Zirkus Suite (Un peccato di gioventù) – 17 aprile

Il 17 aprile nella Sala Puccini del Conservatorio di Milano l’Ensemble Consmilano Modern, diretta dal Maestro Alessandro Bombonati, ha eseguito ‘Zirkus Suite’, opera di Emanuele Severino, composta quando aveva 19 anni.

La partitura venne ritrovata per caso anni fa da un redattore di ‘Brescia Musica’ mentre ordinava l’archivio della pianista Roma Ferrari (pubblichiamo l’intervista rilasciata da Emanuele Severino a Renzo Baldo dopo il ritrovamento). ‘Zirkus Suite’ che in origine aveva un altro titolo è stata eseguita due volte al Teatro San Carlino di Brescia e alla ‘Milanesiana’. Il nuovo titolo – ha spiegato nella presentazione Emanuele Severino – sottolinea il clima grottesco che la composizione vuole evocare.

Alla serata, oltre ad Emanuele Severino, è intervenuta la direttrice del Conservatorio Cristina Frosini, il Maestro Alessandro Bombonati, il pianista Giuseppe Modugno, il filosofo Massimo Donà autore di un saggio pubblicato dalla casa editrice Mimesis con accluso il Cd dell’opera; Luca Nolasco della Pro Loco di Copertino che ha contribuito alla pubblicazione del libro e un responsabile della casa editrice che ha pubblicato lo spartito dell’opera.

Ensemble Consmilano Modern

  • Alessandro Schiattone flauto
  • Luca Tognon oboe
  • Giacomo Piccioni corno inglese
  • Nicolò Dainelli clarinetto
  • Pietro Martinoli cornetta
  • Carlo Golinelli fagotto I
  • Mario Garavelli fagotto II
  • Ettore Marcolini marimba
  • Leonardo Bares timpano
  • direttore: Alessandro Bombonati

All’alba dell’eternità 2-3 marzo 2018

COMITATO SCIENTIFICO

Francesco Altea, Giuseppe Barzaghi, Enrico Berti, Francesco Berto, Ilario Bertoletti, Sara Bignotti, Giorgio Brianese, Hervé Cavallera, Piero Coda, Umberto Curi, Nicoletta Cusano, Biagio de Giovanni, Massimo Donà, Adriano Fabris, Maurizio Ferraris, Umberto Galimberti, Giulio Giorello, Sergio Givone, Giulio Goggi, Luca Illetterati, Natalino Irti, Michele Lenoci, Paul Livingston, Romano Madera, Massimo Marassi, Giacomo Marramao, Leonardo Messinese, Giuseppe Micheli, Vincenzo Milanesi, Salvatore Natoli, Federico Perelda, Ugo Perone, Arnaldo Petterlini, Bruno Pinchard, Graham Priest, Gennaro Sasso, Carlo Scilironi, Italo Sciuto, Pierangelo Sequeri, Davide Spanio, Andrea Tagliapietra, Luigi Vero Tarca, Ines Testoni, Francesco Totaro, Gianni Vattimo, Mauro Visentin, Vincenzo Vitiello


COMITATO ORGANIZZATIVO

Paolo Barbieri, Gianmarco Biancalani, Claudio Bragaglio, Mario Capanna, Deborah Coron, Erika Iacona, Gaia Luisa Marinoni Marco Piscitello, Vasco Ursini,  Alessia Zielo

PROGRAMMA

Programma congresso All’alba dell’eternità PDF

ACCOGLIENZA

Per coloro che volessero informazioni e supporto per l’accoglienza si consiglia di rivolgersi a Sara Berlini del CTS – Youth Point che potrà offrire tutte le indicazioni necessarie per alloggi e spostamenti, inviando una mail a: prenotazioni@youthpoint.eu oppure telefonando allo 03041889 specificando l’interesse per il Congresso.

RINGRAZIAMENTI

Un ringraziamento particolare a coloro che stanno collaborando all’organizzazione del Congresso.

ATTI

Gli atti del Congresso sono consultabili al link: http://www.padovauniversitypress.it/publications/9788869381195

FOTOGRAFIE CONGRESSO – SERVIZIO FOTOGRAFICO REALIZZATO DA ELISABETTA CESARI

PRESENTAZIONE CONGRESSO

Omaggio degli allievi a Emanuele Severino 17 dicembre 2017